
Ecco le cinque canzoni più significative sulla mia amata città, o in qualche modo collegate ad essa. L’ordine è casuale.
- Il cielo su Torino, dei Subsonica (1999) – Un altro giorno un’altra ora ed un momento / perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento / il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco…
- Porfirio Villarosa, di Fred Buscaglione (1956) – Conoscete Porfirio Villarosa dalla bocca fascinosa? / lo credevano spagnolo o portoghese / egli invece è torinese…
- Qui non c’è il mare, degli Statuto (1991) – Abbiamo qui la fabbrica più grossa d’occidente / abbiamo anche il padrone screanzato e prepotente / abbiamo grandi piazze dove andiamo a passeggiare / e quando arriva agosto e fa un gran caldo / qui non c’è il mare…
- Torino è la mia città, dei Rough (1981) – Crescer nella noia senza sapere cosa fare / crescer nella noia senza un futuro in cui sperare / in un città dove non succede mai niente / Torino è la mia città…
- Tanco del Murazzo, di Vinicio Capossela (1996) – Il fiume è giallo, lento fango d’Orinoco / scorre tra i fuochi, gli spacci, i mangiafuoco / scende il murazzo, c’è una macchina bruciata / kebab arrosto e folla a grappoli in parata…
BONUS: Meglio di uno specchio, dei Massimo Volume (1995) – Ho visto un film, era ieri, ho pensato a te / a Torino passeggiavamo tra i negozi del centro / tu mi hai detto “Ho passato vent’anni ignorando di avere un corpo / poi è stato come se un auto entrasse a 180 all’ora / dentro una di queste vetrine”…; Torino che non è New York, di Enzo Maolucci (1978) – Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York / un cantante di night arrivato ha fatto piangere Torino alcolizzata / si è sparato nel cranio una bottiglia di whisky e un’auto rosa di grossa cilindrata…
Quanta tristezza in queste canzoni! Sarà che Torino per 20-25 anni si è ridotta a un buco grigio di macerie post-sessantottine… Anni di piombo, morti ammazzati, scioperi, serrate, crisi economica… Giusto il calcio, negli anni Settanta e Ottanta, ha continuato a rendere grande il nome di questa città, con due squadre di livello internazionale. Poi, al volgere del millennio, qualcosa è cambiato, e Torino è tornata ad essere la città luminosa, moderna, vivibile e culturalmente interessante che era stata fino agli anni Sessanta. Chissà se un giorno qualcuno scriverà una canzone anche sul periodo di rinascita che stiamo vivendo (pur in un contesto, quello italiano, così poco adatto alle rinascite…)?
Alberto Gallo
Ps: ci sarebbero poi anche Torino di Antonello Venditti (1982) e Ragazzo del sud di Adriano Celentano (2007), ma queste al limite le metterei nella classifica delle peggiori, specialmente la seconda, scritta da Domenico Modugno.