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and in the end…

goodbye!

Cari lettori, un ultimo post per annunciare la fine di questo blog. Come forse avrete notato ultimamente sono stato un po’ assente, ma le idee e l’entusiasmo dei primi tempi sono infine scemati: dopo 4 anni e 3 mesi, 146 post e più di 222mila visite ho detto veramente tutto ciò che avevo da dire sui miei gusti musicali. Ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito, criticato, apprezzato e commentato e invito chi vorrà a continuare a leggermi sul mio blog di cinema, C’era una volta il cinema.
Come ultimo saluto una classifica delle dieci canzoni “più migliori” sulla fine e sugli addii.

- The end, dei Doors (1967)
- Last goodbye, di Jeff Buckley (1994)
- Porcelain, di Moby (1999)
- It’s all over now baby blue, di Bob Dylan (1965)
- Ciao amore ciao, di Luigi Tenco (1967)
- Bye bye love, degli Everly Brothers (1957)
- Goodbye cruel world, dei Pink Floyd (1979)
- Hey, that’s no way to say goodbye, di Leonard Cohen (1967)
- Mary Jane’s last dance, di Tom Petty and The Heartbreakers (1993)
- The last time, dei Rolling Stones (1965)
BONUS: The end, dei Beatles (1969)

Alberto Gallo

jeff buckley

Ecco la mia personale top ten delle frasi migliori presenti in canzoni rock e dintorni. L’ordine è casuale.
(Ho preso in considerazione solo testi in inglese. La prossima classifica sarà dedicata alle frasi italiane)

- I don’t have to sell my soul, he’s already in me, da I wanna be adored degli Stone Roses (1989) – Non ho bisogno di vendere l’anima, lui è già in me.
- Despite all my rage I am still just a rat in a cage, da Bullet with butterfly wings degli Smashing Pumpkins (1995) – Nonostante la mia rabbia sono ancora soltanto un topo in gabbia.
- Well, I’ve been down so goddamn long that it looks like up to me, da Been down so long dei Doors (1971) – Sono stato giù così a lungo che il giù ora mi sembra su.
- God is a concept by which we measure our pain, da God di John Lennon (1970) – Dio è un concetto attraverso il quale misuriamo il nostro dolore.
- I hurt myself today to see if I still feel, da Hurt dei Nine Inch Nails (1994) e di Johnny Cash (2002) – Oggi mi ferisco per vedere se riesco ancora a sentire qualcosa.
- I know a ghost can walk through the wall, yet I am just a man still learning how to fall, da Falling man dei Blonde Redhead (2004) – So che un fantasma può camminare attraverso i muri, ma io sono solo un uomo che ancora deve imparare a cadere.
- And if a double decker bus crashes into us to die by your side is such a heavenly way to die, da There is a light that never goes out degli Smiths (1986) – E se un bus a due piani ci venisse addosso morire al tuo fianco sarebbe un modo bellissimo di morire.
- Every junkie is like a settin’ sun, da The needle and the damage done di Neil Young (1972) – Ogni drogato è come un sole che tramonta.
- Life is white and I am black, Jesus and his lawyer are coming back, da Novocaine for the soul degli Eels (1996) – La vita è bianca e io sono nero, Gesù e i suoi avvocati stanno tornando indietro.
- When I think more than I want to think I do things I never should do, I drink much more than I ought to drink because it brings me back you, da Lilac wine di Nina Simone (1966) e Jeff Buckley (1994) – Quando penso più di quanto vorrei pensare faccio cose che non dovrei mai fare, bevo più di quanto non dovrei perché mi porta indietro te.
BONUS: And in the end the love you take is equal to the love you make, da The End dei Beatles (1969) – E alla fine l’amore che ottieni è uguale all’amore che crei.

Alberto Gallo

marty

Ecco i dieci temi musicali cinematografici più belli di sempre. Ho preso in considerazione soltanto le musiche scritte appositamente per i film, quindi niente Misirlou, The entertainer etc… L’ordine è casuale.

- Il buono, il brutto, il cattivo, di Ennio Morricone (1966)
- Ritorno al futuro, di Alan Silvestri (1985)
- Taxi driver, di Bernard Herrmann (1976)
- Forrest Gump, di Alan Silvestri (1994)
- Il padrino, di Nino Rota (1972)
- C’era una volta in America, di Ennio Morricone (1984)
- Paris, Texas, di Ry Cooder (1984)
- Le due inglesi, di Georges Delerue (1971)
- American beauty, di Thomas Newman (1999)
- Amarcord, di Nino Rota (1973)
BONUS: Blade runner, di Vangelis (1982)

Cfr. anche questa classifica e quest’altra qui.

Alberto Gallo

ali & toumani

Da un paio d’anni a questa parte mi sono appassionato assai alla musica africana. Non posso dire di essere un espertone, ma ecco una personale classifica dei dischi (completamente o parzialmente) africani che mi sono piaciuti di più.

- The river, di Ali Farka Touré (1990)
- Talking Timbuktu, di Ali Farka Touré e Ry Cooder (1994)
- Chamber music, di Ballaké Sissoko e Vincent Segal (2009)
- Moa anbessa, di Getatchew Mekurya e The Ex (2006)
- Inspiration information, di Mulatu Astatke con gli Heliocentrics (2009)
- Amassakoul, dei Tinariwen (2004)
- Original suffer head, di Fela Kuti con gli Egypt 80 (1981)
- In the heart of the moon, di Ali Farka Touré e Toumani Diabaté (2005)
- Khaled, di Khaled (1991)
- Nelson Mandela, di Youssou N’Dour (1986)
BONUS: Ethiopiques Vol. 4: Ethio jazz & musique instrumentale, di Mulatu Astatke (1969-1974)

Alberto Gallo

mole (spezzata)

Ecco le cinque canzoni più significative sulla mia amata città, o in qualche modo collegate ad essa. L’ordine è casuale.

- Il cielo su Torino, dei Subsonica (1999) – Un altro giorno un’altra ora ed un momento / perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento / il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco…
- Porfirio Villarosa, di Fred Buscaglione (1956) – Conoscete Porfirio Villarosa dalla bocca fascinosa? / lo credevano spagnolo o portoghese / egli invece è torinese…
- Qui non c’è il mare, degli Statuto (1991) – Abbiamo qui la fabbrica più grossa d’occidente / abbiamo anche il padrone screanzato e prepotente / abbiamo grandi piazze dove andiamo a passeggiare / e quando arriva agosto e fa un gran caldo / qui non c’è il mare…
- Torino è la mia città, dei Rough (1981) – Crescer nella noia senza sapere cosa fare / crescer nella noia senza un futuro in cui sperare / in un città dove non succede mai niente / Torino è la mia città…
- Tanco del Murazzo, di Vinicio Capossela (1996) – Il fiume è giallo, lento fango d’Orinoco / scorre tra i fuochi, gli spacci, i mangiafuoco / scende il murazzo, c’è una macchina bruciata / kebab arrosto e folla a grappoli in parata…
BONUS: Meglio di uno specchio, dei Massimo Volume (1995) – Ho visto un film, era ieri, ho pensato a te / a Torino passeggiavamo tra i negozi del centro / tu mi hai detto “Ho passato vent’anni ignorando di avere un corpo / poi è stato come se un auto entrasse a 180 all’ora / dentro una di queste vetrine”…; Torino che non è New York, di Enzo Maolucci (1978) – Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York / un cantante di night arrivato ha fatto piangere Torino alcolizzata / si è sparato nel cranio una bottiglia di whisky e un’auto rosa di grossa cilindrata…

Quanta tristezza in queste canzoni! Sarà che Torino per 20-25 anni si è ridotta a un buco grigio di macerie post-sessantottine… Anni di piombo, morti ammazzati, scioperi, serrate, crisi economica… Giusto il calcio, negli anni Settanta e Ottanta, ha continuato a rendere grande il nome di questa città, con due squadre di livello internazionale. Poi, al volgere del millennio, qualcosa è cambiato, e Torino è tornata ad essere la città luminosa, moderna, vivibile e culturalmente interessante che era stata fino agli anni Sessanta. Chissà se un giorno qualcuno scriverà una canzone anche sul periodo di rinascita che stiamo vivendo (pur in un contesto, quello italiano, così poco adatto alle rinascite…)?

Alberto Gallo

Ps: ci sarebbero poi anche Torino di Antonello Venditti (1982) e Ragazzo del sud di Adriano Celentano (2007), ma queste al limite le metterei nella classifica delle peggiori, specialmente la seconda, scritta da Domenico Modugno.

psycho

Ecco le cinque canzoni migliori sugli stati d’animo “alterati”. L’ordine come sempre è casuale.

- Suddenly everything has changed (death anxiety caused by moments of boredom), dei Flaming Lips (1999)
- Anxious, degli Housemartins (1986)
- 19th nervous breakdown, dei Rolling Stones (1966)
- The boy with the perpetual nervousness, dei Feelies (1980)
- Gas panic!, degli Oasis (2000)
BONUS: Psycho killer, dei Talking Heads (1977)

Alberto Gallo

gorillaz

Ecco infine la classifica delle venti migliori canzoni del decennio 2000-2009. L’ordine è casuale, e come sempre non ho preso in considerazione la musica italiana, che forse un giorno metterò in una classifica a parte.

- Come on! Feel the Illinoise!, di Sufjan Stevens (2005)
- Ashes of american flags, dei Wilco (2002)
- Take me out, dei Franz Ferdinand (2004)
- I’m a cuckoo, dei Belle and Sebastian (2003)
- The empty page, dei Sonic Youth (2002)
- Pink love, dei Blonde Redhead (2004)
- The fuse, di Bruce Springsteen (2002)
- 2 + 2 = 5, dei Radiohead (2003)
- New York City cops, degli Strokes (2001)
- Biological, degli Air (2004)
- Consequence, dei Notwist (2002)
- The importance of being idle, degli Oasis (2005)
- Hurt, di Johnny Cash (2002)
- DARE, dei Gorillaz (2005)
- Don’t forget me, di Mark Lanegan (2001)
- Dig, Lazarus, Dig!!!, di Nick Cave and the Bad Seeds (2008)
- Toxic girl, dei Kings of Convenience (2001)
- Jeannie’s diary, degli Eels (2000)
- Outrageous, di Paul Simon (2006)
- Just because, dei Jane’s Addiction (2003)
BONUS: Do you realize??, dei Flaming Lips (2002)

Ps: non so perché ma, escluso il pezzo di Nick Cave, non sono riuscito a trovare canzoni degli ultimissimi anni degne di entrare in questa classifica. Mah, forse devo ancora metabolizzarle bene…

Alberto Gallo

jimi

Ecco infine la classifica (difficilissima!) delle migliori canzoni rock degli anni Sessanta. L’ordine come sempre è casuale.

- Gimme shelter, dei Rolling Stones (1969)
- All along the watchtower, della Jimi Hendrix Experience (1968)
- Sinnerman, di Nina Simone (1965)
- Like a rolling stone, di Bob Dylan (1965)
- (You make me feel like) A natural woman, di Aretha Franklin (1967)
- Mr. tambourine man, dei Byrds (1965)
- The end, dei Doors (1967)
- I’m waiting for the man, dei Velvet Underground (1967)
- Pinball wizard, degli Who (1969)
- Waterloo sunset, dei Kinks (1967)
- A change is gonna come, di Sam Cooke (1964)
- Hey Jude, dei Beatles (1968)
- Bad moon rising, dei Creedence Clearwater Revival (1969)
- White rabbit, dei Jefferson Airplane (1967)
- Space oddity, di David Bowie (1969)
- White room, dei Cream (1968)
- The way young lovers do, di Van Morrison (1968)
- 1969, degli Stooges (1969)
- The fairest of the seasons, di Nico (1967)
- Baby I’m gonna leave you, dei Led Zeppelin (1969)

Alberto Gallo

neil young

Ed eccoci giunti alla top 20 degli anni Settanta. Stesse regole di sempre: ordine casuale, una canzone per ogni artista.

- Psycho killer, dei Talking Heads (1977)
- Heroes, di David Bowie (1977)
- Gloria, di Patti Smith (1975)
- Born to run, di Bruce Springsteen (1975)
- Marquee moon, dei Television (1977)
- Tangled up in blue, di Bob Dylan (1975)
- London calling, dei Clash (1979)
- Ever fallen in love (with someone you shouldn’t've), dei Buzzcocks (1978)
- Immigrant song, dei Led Zeppelin (1970)
- Superstition, di Stevie Wonder (1972)
- Boys don’t cry, dei Cure (1979)
- Paranoid, dei Black Sabbath (1970)
- Won’t get fooled again, degli Who (1971)
- Lola, dei Kinks (1970)
- Hejira, di Joni Mitchell (1976)
- Mind games, di John Lennon (1973)
- Europe endless, dei Kraftwerk (1977)
- Ambulance blues, di Neil Young (1974)
- Wild horses, dei Rolling Stones (1971)
- P-funk (wants to get funked up), dei Parliament (1975)
BONUS: Running on empty, di Jackson Browne (1977)

Alberto Gallo

smiths

Ecco le venti canzoni migliori degli anni Ottanta, in ordine sparso. Non ho preso in considerazione la musica italiana.

- Bad, degli U2 (1984)
- Lullaby, dei Cure (1989)
- Walking home alone, di Stan Ridgway (1986)
- Radio free Europe, dei R.E.M. (1983)
- Teen age riot, dei Sonic Youth (1988)
- There is a light that never goes out, degli Smiths (1986)
- I am the resurrection, degli Stone Roses (1989)
- Hungry heart, di Bruce Springsteen (1980)
- Pet sematary, dei Ramones (1989)
- The mercy seat, di Nick Cave and The Bad Seeds (1988)
- Jane says, dei Jane’s Addiction (1988)
- Here comes your man, dei Pixies (1989)
- Tango till they’re sore, di Tom Waits (1985)
- Just like honey, dei Jesus and Mary Chain (1985)
- Love will tear us apart, dei Joy Division (1980)
- Most of the time, di Bob Dylan (1989)
- Los Angeles, degli X (1980)
- The telephone call, dei Kraftwerk (1986)
- Rockin’ in the free world, di Neil Young (1989)
- Burning down the house, dei Talking Heads (1983)

Alberto Gallo

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